
Montemurro
Le origini di Montemurro risalgono alla
distruzione di Grumentum (VI –VII d.c.),quando i profughi di questa
città cercarono riparo nel territorio della Val d’agri. Il nome
sembra aver avuto origine da “Castrum Montis Murri”, trasformato
successivamente in Montemurro. Nel medioevo il paese, dapprima sede
di una comunità basiliana, appartenne a diverse famiglie nobiliari.
Tra la fine del 500 e la metà del 600 il paese diede i natali ad
illustri pittori che operarono in Napoli: i fratelli Manecchia e i
fratelli Sellitto. Anche il celebre filosofo Giuseppe Capocasale
(1754-1828) ebbe i natali a Montemurro. Nel 1857,come gran parte
della Lucania, l’abitato di Montemurro fu distrutto quasi
completamente da un catastrofico terremoto
costringendo molti abitanti ad emigrare. Molto interessanti
nella parte alta del paese sono la chiesa e il convento francescano
di Sant’Antonio (1635). All’interno del convento sono conservati una
cornice lignea con tela datata al 1666, un quadro del 1700
raffigurante la natività ed una pietà del 1800. Il paese è stato
protagonista assoluto nelle vicende che portarono all’Unità d’Italia
nel 1861: infatti l’opera del patriota Giacinto Albini (“il Mazzini
lucano”) parte da Montemurro i cui rapporti commerciali con l’intero
Mezzogiorno favorirono il diffondersi delle idee rivoluzionarie. In
epoca più recente “le dolci mura di Montemurro” sono divenute
immortali grazie agli scritti del poeta Leonardo Sinisgalli
(1908-1981), assoluto protagonista della cultura italiana degli anni
quaranta e cinquanta. Il paesaggio e i personaggi di Montemurro
rappresentano gran parte dell’opera della pittrice Maria Padula
anch’ella figlia di Montemurro. Oggi il paese vanta tra i suoi
cittadini il maestro Giuseppe Antonello Leone genio multiforme e
cantore della “risignificazione”.
Montemurresi illustri





